Come uno Yak “dopato” ha contribuito alla scoperta di un rimedio per aumentare il vigore —confermato in seguito dagli studi scientifici
La maggior parte delle scoperte più significative è accidentale.
La penicillina, i raggi X, il forno a microonde, il velcro, i post-it e le patatine fritte sono alcuni esempi di come spesso non sia la volontà dello sperimentatore, ma la provvidenza, a determinare le scoperte più rivoluzionarie.
La scoperta che voglio raccontarti riguarda un rimedio che sta migliorando le prestazioni degli atleti di varie discipline in tutto il mondo.
Questa storia inizia sulle indomabili e selvagge vette dell’Himalaya…
Gli abitanti dell’Himalaya
Gli sherpa abitano l’Himalaya e spesso si offrono come guide locali agli alpinisti che vogliono scalare queste vette.
Essi vivono sugli altipiani a 3000-5000 metri d’altitudine. Il loro corpo è adattato all’ambiente, caratterizzato da un clima rigido e un’atmosfera rarefatta. In queste condizioni, anche un organismo abituato può trovarsi in difficoltà con il lavoro fisico prolungato.
Questa storia riguarda uno sherpa curioso e il suo branco di yak. Si racconta che durante una delle normali giornate dedicate al pascolo di questi giganti di alta montagna, il proprietario del branco si sia accorto di un loro comportamento anomalo.
A un certo punto del tragitto, gli yak erano diventati più euforici, giocosi ed energici. Alzando le sopracciglia, lo sherpa si chiedeva il perché di questo comportamento mai osservato prima.
Dopo aver incrociato le braccia e portato una mano al mento, come per concentrarsi maggiormente sul processo d’indagine, continuava a fissare i suoi animali, ancora su di giri. Quando, spalancando gli occhi, ha compreso il probabile collegamento fra questo e un altro episodio inusuale risalente a poco tempo prima.
Lo strano comportamento degli animali poteva essere dovuto ai nuovi funghi che avevano appena mangiato?
Poche ore prima, infatti, fra un ciuffo d’erba e l’altro, il branco si era accostato a una piccola zona marrone sulla superficie del terreno. La cosa aveva attirato l’attenzione dello sherpa, che era rimasto a fissare per un po’ l’inusuale fonte di cibo scovata dagli yak. Si trattava di sottili funghi allungati.
Lo sherpa progetta un esperimento “scientifico”
Da questa osservazione, lo sherpa ha ricavato l’ipotesi da testare: se questi funghi hanno effetti particolari e li somministro di nuovo ai miei animali, le stesse reazioni dovrebbero manifestarsi nuovamente.
Così ha deciso di raccogliere una quantità significativa di questi funghi e aggiungerli al mangime degli yak durante uno dei soliti tragitti in alta quota. Ed ecco, come l’ultima volta, poco dopo essersi nutriti del loro mangime “addizionato”, gli animali sembravano capaci di percorrere distanze maggiori con carichi più elevati.
Forse era appena nata una scoperta dai risvolti stimolanti.
Disegno intelligente?
Il nome scientifico dello strano fungo filiforme che, nel racconto dello sherpa, ha spinto gli yak oltre i normali limiti è Cordyceps sinensis. È un fungo peculiare che cresce selvaticamente solo sulle vette dell’Himalaya, dove l’ossigeno è scarso.
Questo stesso fungo produce una serie di effetti che aiutano animali e persone a sopportare meglio le sfide dell’atmosfera rarefatta tipica di quelle altezze. Pensaci bene…
Un prodotto della natura, con funzioni compensanti l’altitudine, che nasce proprio lì (e solo lì) dove serve di più. Si tratta di un caso o di un disegno intelligente? È stupefacente svelare queste “magie” della natura che, nonostante gli studi, restano parzialmente avvolte nel mistero.
La scienza, comunque, ci dà una mano a capire meglio come funziona uno dei rappresentanti più eminenti dei funghi medicinali, il Cordyceps.
Conferme scientifiche sul Cordyceps
Oggi, grazie alle ricerche scientifiche condotte su questo fungo, sappiamo che uno dei suoi principali benefici è la capacità di aumentare il VO2 max (il massimo volume di ossigeno che il corpo riesce a consumare in un minuto durante un esercizio fisico intenso e prolungato).
L’aumento di questo valore si traduce in una maggiore capacità di sopportare lo sforzo fisico in condizioni di alta quota. Chi usa il Cordyceps (anche a basse altitudini) può acquisire maggiore forza e resistenza. Ecco perché sta diventando uno dei nutraceutici più apprezzati dagli sportivi.
Inoltre, diversi studi importanti hanno dimostrato che il VO2 max è il parametro che più di ogni altro determina il tuo benessere generale e la tua longevità in salute.
Uso del Cordyceps sinensis nella medicina tradizionale e nella moderna medicina integrata
Dalla scoperta del funghetto “magico” al suo uso comune nella medicina tradizionale, il passo è stato breve. La medicina tradizionale cinese ha utilizzato il Cordyceps per secoli, sfruttandone i benefici nella sfera riproduttiva e per contrastare la stanchezza psicofisica.
Sulla stessa linea si è mossa anche l’ayurveda indiana, usando questo fungo come rimedio per aumentare la vitalità –in modo simile allo Shilajit, un altro famoso rimedio della medicina tradizionale indiana.
Un episodio sportivo recente, poi, ha contribuito a portare il Cordyceps sotto i riflettori della ricerca scientifica, aiutandolo ad effettuare il passaggio dall’uso tradizionale all’uso scientifico.
Si tratta delle Olimpiadi del 1993, quando la squadra femminile cinese di atletica leggera suscitò scalpore stabilendo nuovi record mondiali nei 1.500, 3.000 e 10.000 metri, suscitando sospetti di doping.
Nonostante i test antidoping negativi e le smentite dell’allenatore, quest’ultimo rivelò che le atlete assumevano Cordyceps durante l’allenamento.
Questo evento portò il fungo Cordyceps al centro dell’attenzione per i suoi potenziali benefici per le prestazioni sportive, in particolare per l’aumento dell’energia e della resistenza.
Da allora sono iniziate le ricerche sui suoi effetti, e il Cordyceps è oggi noto come il “fungo energizzante”, il “fungo degli atleti” e, in alcuni contesti, viene considerato uno dei “funghi medicinali più potenti”.
Conclusione
Come molti rimedi naturali usati in modo vantaggioso per secoli o millenni, anche il Cordyceps ha superato la prova del tempo. Oggi la scienza conferma che alcuni dei suoi effetti sono dovuti a specifici principi attivi, come i polisaccaridi (fra cui i beta-glucani), l’adenosina e la cordycepina.
Ecco un riepilogo dei benefici del Cordyceps per lo sportivo:
- Aumento del VO2 max
- Migliore sopportazione dello sforzo in altitudine
- Maggiore forza e resistenza (anche ad altitudini normali)
Lo sherpa forse non poteva immaginarlo, ma quei funghi sottili e misteriosi che facevano correre gli yak come mai prima avrebbero aiutato, anni dopo, migliaia di atleti in tutto il mondo.
…Il corpo è il tempio dello Spirito.
Alla prossima!
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- Leggi l’articolo “Cordyceps sinensis: un fungo peculiare che supporta energia, resistenza e immunità —per persone mature (soprattutto se fuori forma)“, dedicato a questo fungo straordinario, e anche “Cordyceps: controindicazioni e sicurezza d’uso del più potente fungo medicinale energizzante“.
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Fonti e risorse
Vaughn W. Barry et al. “Fitness vs. fatness on all-cause mortality: a meta-analysis” Prog Cardiovasc Dis 2014
Bjarne Martens Nes et all. “Estimating V·O 2peak from a nonexercise prediction model: the HUNT Study, Norway” Med Sci Sports Exerc 2011
Int J Sport Nutr Exerc Metab, 2004 “Randomized double-blind placebo-controlled clinical trial and assessment of fermentation product of Cordyceps sinensis (Cs-4) in enhancing aerobic capacity and respiratory function of the healthy elderly volunteers” [studio sugli umani]
Immagini: Google immagini
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