Le ostruzioni delle arterie sembravano irreversibili — finché non hanno testato questo rimedio naturale

nattokinasi e arterie ostruite: natto di soia fermentata

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Questo articolo presenta uno studio in cui è stata osservata un’inversione delle ostruzioni arteriose nei partecipanti che hanno assunto un particolare principio attivo naturale.

Questo è rimarchevole perché nella maggior parte della ricerca cardiovascolare, l’obiettivo è rallentare. Rallentare l’accumulo di placca nelle arterie. Rallentare il declino della funzione endoteliale. Rallentare il rischio di eventi cardiovascolari, come infarto e ictus, i killer numero uno tra gli esseri umani nei paesi industrializzati. Fra gli integratori con più evidenze cardiovascolari restano comunque gli omega-3 EPA e DHA.

Infatti esiste quasi un dogma implicito: l’aterosclerosi progredisce; impegnandosi in un cambiamento stabile dello stile di vita, si può rallentare, ma non invertire.

Poi ho letto uno studio che ha messo alla prova questo dogma medico e ha misurato se la placca può tornare indietro.

Un cibo che quasi nessuno conosce contiene una molecola dalle proprietà uniche: potrebbe agire come una specie di “idraulico liquido” sulle arterie incrostate

Lo studio partiva dal nattō, un alimento fermentato giapponese a base di soia, dall’odore pungente e dalla consistenza appiccicosa, che lo rendono difficile da apprezzare per chi non è cresciuto mangiandolo.

I dati epidemiologici sulle popolazioni giapponesi mostrano da anni che chi mangia regolarmente nattō ha un rischio di mortalità cardiovascolare circa il 25% inferiore rispetto a chi non lo mangia. Fin qui, tutto sommato, potrebbe essere una questione di stile di vita generale, perché chi consuma alimenti fermentati tradizionali probabilmente fa anche altre scelte salutari.

Ma c’è un dettaglio che rende questo dato ancora più interessante: l’associazione riguarda solo il nattō. Non la soia in generale. Nessun altro alimento fermentato. Specificamente il nattō.

Il che significa che in quel processo di fermentazione c’è qualcosa che non si trova altrove.

Quel principio attivo si chiama nattokinasi.

Tutti pensano che le arterie ostruite debbano restare così: ecco perché potrebbero sbagliarsi (uno studio da speranza)

La nattokinasi è un enzima prodotto durante la fermentazione dal Bacillus subtilis. Non esiste nella soia non fermentata. Si forma solo in quel preciso processo biologico.

In uno studio con oltre 1.000 partecipanti, le persone che assumevano nattokinasi ad alte dosi (10.800 unità fibrinolitiche al giorno) per un anno hanno mostrato qualcosa di raro: non un rallentamento della malattia, ma una sua regressione misurabile.

Con le immagini ecografiche delle arterie carotidee, i ricercatori hanno osservato una riduzione del 22% dello spessore dell’intima-media e del 36% della superficie delle placche carotidee.

Nattokinasi: riduzione dello spessore intima-media e della superficie delle placche carotidee
Fonte: Ren NN et al. “A clinical study on the effect of nattokinase on carotid artery atherosclerosis and hyperlipidemia.” Thrombosis and Hemostasis. 2022.

Erano migliorati anche i trigliceridi (−16%), le LDL (−18%) e le HDL (+16%). Sul profilo lipidico agiscono, con meccanismi del tutto diversi, anche la berberina, che stabilizza l’mRNA del recettore LDL, e l’estratto di bergamotto.

Non era uno studio randomizzato e controllato; i partecipanti sono stati confrontati con se stessi nel tempo. Quindi non si può stabilire la causalità in modo definitivo; nonostante ciò, quando un effetto è di tale portata e c’è una spiegazione biologica credibile, diventa difficile ignorarlo.

Come funziona la nattokinasi, e perché ha senso

La nattokinasi agisce su tre fronti distinti. Un quarto fronte, la vasodilatazione, passa invece dall’ossido nitrico: ne ho scritto a proposito dell’arginina.

  • Il primo è la fibrinolisi: scioglie la fibrina, la rete proteica che stabilizza i coaguli. Al tempo stesso aumenta il tPA, il sistema naturale del corpo per dissolvere i trombi, e riduce il PAI-1, il suo inibitore. In pratica, sposta l’equilibrio del sistema emostatico verso la dissoluzione, anziché verso la formazione di coaguli.
  • Il secondo riguarda la pressione arteriosa. La nattokinasi inibisce l’enzima ACE, lo stesso bersaglio degli ACE-inibitori impiegati in cardiologia. Studi randomizzati controllati mostrano riduzioni significative sia della pressione sistolica sia di quella diastolica già a 2.000 unità di fibrinolitico al giorno (pari a una capsula).
  • Il terzo è lo stress ossidativo: la nattokinasi attiva sistemi antiossidanti endogeni, riducendo l’ossidazione dei lipidi e proteggendo le pareti vascolari dall’infiammazione cronica.

Tre meccanismi diversi. Tutti e tre sono centrali nell’aterosclerosi.

Quando evitare la nattokinasi

Proprio perché agisce sulla coagulazione, la nattokinasi non è qualcosa da aggiungere senza pensarci se stai già assumendo anticoagulanti o antiaggreganti. Soprattutto in quel caso, prima di iniziare, parla con il tuo medico.

Per tutti gli altri, la tollerabilità negli studi è risultata buona fino a 14.000 unità al giorno (pari a 5-7 capsule).

Dosaggio di riferimento: per la pressione arteriosa, anche 2.000 unità possono bastare (1 capsula). Per l’effetto sull’aterosclerosi, sono necessarie dosi più elevate.

10.800 unità fibrinolitiche al giorno: cosa significa in pratica?

Abbiamo recentemente aggiunto NATTO-GEA al nostro catalogo di nutraceutici.

Arcangea NATTO-GEA, integratore di nattokinasi in capsule

Dopo aver letto questo studio mi sono chiesto: in pratica, se uno volesse replicare il dosaggio usato nell’esperimento (10.800 FU al giorno), quante capsule di NATTO-GEA dovrebbe assumere?

La risposta è di circa 5 capsule (in generale, da 4 a 6 capsule al giorno, considerando la titolazione della nattokinasi della materia prima utilizzata in questo integratore, Nattophil®, pari a 20.000-28.000 FU/g).

Disclaimer: questa dose terapeutica non va autosomministrata. L’informazione è fornita a soli fini di divulgazione scientifica e ogni integratore o cambiamento della dieta va concordato con il proprio medico curante.

Per un aiuto protettivo cardiovascolare e metabolico naturale, una capsula al giorno, come suggerito dal produttore NATTO-GEA, è sufficiente a ottenere benefici concreti, in sinergia con un’alimentazione e uno stile di vita sani.

…Il corpo è il tempio dello Spirito.

Alla prossima!

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Immagini: Google immagini

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